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Il Muro tra battaglia vera e meline istituzionali
Leggiamo sul Carlino che “Rfi apre ai comitati” con l’amministratore delegato Maurizio Gentile che incontra i cittadini e dice che il Muro, l’orribile e dannosissimo Muro, si può NON FARE ma il Governo deve cambiare la legge. Se non fosse che in questa società del III Millennio la memoria dura il volgere di una giornata, non si spiegherebbero titoloni di giornali per una notizia che già era in nostro possesso da tempo. Io ne ho scritto su questo blog il 30 gennaio. Passati quasi 5 mesi siamo lì. Con l’ad Gentile che conferma la sua posizione, con i vertici locali di Rfi che mutano nella persona ma non nell’ottusità dell’atteggiamento (“si deve fare, è la legge”), proseguendo in quel corto circuito tra apparati dello Stato che è il vero punto debole dell’Italia. Per farvi un esempio calzante. Come Comune siamo stati costretti a denunciare il Ministero per non aver versato nelle casse comunali circa 400mila euro. Soldi che dovevano essere versati come trasferimenti ma che nel 2009, con una legge retroattiva, ci sono stati negati. Abbiamo dovuto fare causa! Per me non è normale. Ad ogni modo, andiamo avanti.
Leggiamo sul Carlino che “Rfi apre ai comitati” con l’amministratore delegato Maurizio Gentile che incontra i cittadini e dice che il Muro, l’orribile e dannosissimo Muro, si può NON FARE ma il Governo deve cambiare la legge. Se non fosse che in questa società del III Millennio la memoria dura il volgere di una giornata, non si spiegherebbero titoloni di giornali per una notizia che già era in nostro possesso da tempo. Io ne ho scritto su questo blog il 30 gennaio. Passati quasi 5 mesi siamo lì. Con l’ad Gentile che conferma la sua posizione, con i vertici locali di Rfi che mutano nella persona ma non nell’ottusità dell’atteggiamento (“si deve fare, è la legge”), proseguendo in quel corto circuito tra apparati dello Stato che è il vero punto debole dell’Italia. Per farvi un esempio calzante. Come Comune siamo stati costretti a denunciare il Ministero per non aver versato nelle casse comunali circa 400mila euro. Soldi che dovevano essere versati come trasferimenti ma che nel 2009, con una legge retroattiva, ci sono stati negati. Abbiamo dovuto fare causa! Per me non è normale. Ad ogni modo, andiamo avanti. Se dobbiamo fare causa allo Stato o a Rfi, siamo pronti. Abbiamo già dimostrato che, forti delle nostre ragioni, la testa non la si piega. Tornando al Muro: riuscirà il Governo a metterci una pezza modificando la legge? Difficile dirlo anche perché, leggiamo dalle cronache, tra liti “in famiglia”, letterine più o meno minatorie, invettive, la sacca dei “farò” è molto meno sgombra di quella dei “ho fatto”. Insomma, niente di nuovo. Intanto a Falconara si cerca di fare qualcosa. Coinvolgendo gli altri Comuni e sollecitando la Regione a esercitare un ruolo che vada oltre quello di portavoce. Vero che le istanze arrivano dal territorio ma il Muro impatterà su tutta la costa delle Marche e questo, anche fosse solo una questione turistica, è di interesse regionale e non esclusivamente locale. La nostra, di costa, il 23 giugno si unirà per la grande manifestazione contro il Muro. Utilizzo il termine “unirà” perché la manifestazione organizzata dal Comitato sarà una lunga catena umana di persone in riva al mare. Mi aspetto che tutti i cittadini possano partecipare, dare il loro tempo per portare avanti una battaglia che interessa tutti.
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La sfida dell'arretramento, chi ci sta? Incontriamoci
L’eco della protesta dei cittadini contro il Muro di Rfi, vero scempio la cui realizzazione darà il colpo di grazie a territori già fortemente urbanizzati, ha avuto il merito di riportare in auge il dibattito sull’arretramento della linea ferroviaria adriatica. Progetto definito utopistico per costi e dimensioni. Perché dovrà fare i conti con una burocrazia che impiega mesi, se non anni, per spostare un mattone (per conferma chiedere ai nostri concittadini terremotati) e perché dovrà scontrarsi con tanti interessi più o meno legittimi. Quanto ha impiegato Senigallia per tagliare il nastro della sua Complanare? Più di 10 anni? Tra raccolte di firme, comitati del no, eccetera. Eppure oggi si sa che quella strada ha liberato il centro della Spiaggia di Velluto dal traffico. È una gran cosa la Complanare. Noi da tempo ci stiamo spendendo per il raddoppio della variante alla strada statale 16. Per renderla più sicura, più fruibile. Anche quella sarà una grande opera. Se ne parla da 30 anni. Si farà? Me lo auguro. Come mi auguro - e mi ci impegno non da ora - l’arretramento della linea ferroviaria adriatica. Sul Corriere Adriatico di oggi è il senatore Andrea Cangini a parlarne. Lo ringrazio per avermi citato tra "le mosche bianche" che tifano per l'arretramento insieme al presidente dell'Ordine degli Ingegneri, Alberto Romagnoli. Va detto che, ultimamente, anche in Regione si sta aprendo un interessante fronte sul punto. Oltre al consigliere dem Enzo Giancarli, che da presidente della Provincia di Ancona promosse un progetto poi - ahinoi - rimasto nel cassetto, si sono mossi nei giorni scorsi i consiglieri Carloni e Rapa. Come ha scritto sul post precedente, il compito della politica non si limita a gestire il quotidiano ma ha il dovere anche di immaginare il futuro. Avere lungimiranza. Ci vorranno decenni. E non sappiamo se ci arriveremo mai. Ma è nostro compito provare. Al di là degli schieramenti, per il bene dei cittadini. Auspico, e mi attiverò in tal senso, un incontro in tempi stretti con tutti coloro che sono a favore di questo progetto.
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Muro e arretramento, il silenzio degli innocenti
Sfoglio il Corriere Adriatico. Leggo. La prima reazione sarebbe quello di lasciare tutto e ritirarsi a vita privata su un’isola dal clima temperato. Opzione che resta in piedi ma che non mi distoglie dal riportare un po’ di verità rispetto alle castronerie che leggo.Come quella di Rfi che, sul Muro, dice di aver mandato il progetto preliminare nel 2006 e che «il tempo è trascorso aspettando pronunciamenti e prescrizioni da parte degli enti locali, in alcuni casi poco esaustivi, in altri del tutto assenti. In mancanza di risposte esaustive e con l'allungarsi eccessivo dei tempi, siamo stati costretti a procedere».
È FALSO – Per quanto riguarda il Comune di Falconara Rfi è stata convocata a più riprese perché, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, si cercava di individuare una soluzione per l’abbattimento dei rumori ferroviari. Falconara si era fatta capofila dei Comuni interessati dall’opera, da Senigallia ad Ancona, e aveva sollecitato un incontro cui avevano partecipato anche i rappresentanti di Provincia e Regione, oltre ai tecnici di Rfi. Era stato chiesto di insonorizzare piuttosto le case affacciate sui binari. Era il dicembre del 2010. Da allora è Rfi che non ha più risposto salvo venirsene fuori 8 anni dopo con questo scempio.
Poi c’è il senatore grillino Coltorti. Jesino, presidente della commissione Lavori Pubblici, intervistato dal Corriere ha detto che il Muro si deve fare perché:
a) C’è una legge, va rispettata
b) I Comuni sapevano ma nessuno ha fatto niente
c) L’arretramento ferroviario è un progetto impossibile e fa un parallelismo spericolato con la Tav
Risposte:
a) Coltorti fa parte di un organo della Stato chiamato Senato. Camera e Senato hanno il potere legislativo. Fanno le leggi. Lui poi è anche in maggioranza. Fa parte di quelli che comandano. Qualcuno glielo spieghi. C’è una legge? Cambiatela.
b) Si legga il punto in cui rispondo a Rfi.
c) Sorvolo sul paragone tra Tav e l’arretramento della linea Adriatica. Che costerebbe, certo, ma che avrebbe come ricaduta una valorizzazione della costa senza precedenti. Ma poi, parlando di costi, il Muro è gratis? Spenderanno 20 milioni solo a Falconara. Sul Corriere leggo che il piano “riguarderà 35 comuni nelle Marche, di cui 26 lungo la linea Adriatica. Nei primi 4 anni, per i quali si è raggiunta l'intesa il 1 luglio 2004, in conferenza Stato-Regioni, saranno coinvolti 15 comuni, per un costo totale di circa 394 milioni di euro”.
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L'arretramento ferroviario: Ancona, toc-toc, quando inizi a fare il Capoluogo di regione?
Il dibattito locale di questi giorni è segnato dalla vicenda del Muro, le barriere fonoassorbenti che Rfi vuole realizzare a ridosso dei binari con l’intento di “proteggerci” dai rumori del traffico ferroviario ma con il risultato, avversato pressoché da tutti, salvo lievi distinguo territoriali, di privarci della vista mare e di dividere i Comuni costieri dal proprio litorale. È evidente l’avversione di politica e cittadini nei confronti del progetto. Meno evidente è, invece, il ruolo che i politici hanno assunto nel dibattito. Mi riferisco, in particolare, alla capacità di visione, di lungimiranza nell’immaginare un futuro possibile. Prendete la nostra Falconara e la vicina Ancona. Pur dormiente sulle prime, tirato per la giacca, il capoluogo dorico alla fine ha risposto presente e si è allineato sulle nostre posizione: un diniego su tutta la linea al Muro, senza compromessi sulle altezze. La stessa Regione Marche ha da prima nicchiato per poi, sollecitata dai consiglieri regionali, si è detta pronta a sposare in toto le decisioni comunali. Questo è bene nell’immediato. A breve andremo in conferenza dei servizi al Ministero forti di questa compattezza. Ma poi? Sul tema dell’arretramento ferroviario, di cui si parla da anni, per il quale nel 2004 era anche stato presentato un progetto (in foto) dall’allora presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli (che oggi è consigliere regionale), Ancona parla di utopia. “L’arretramento è solo un bel sogno e io non corro dietro ai sogni” parafrasando il pensiero del sindaco Valeria Mancinelli espresso nel corso del consiglio comunale aperto convocato da Falconara come Stati Generali, per la presenza di numerosi sindaci da tutta la regione, consiglieri regionali e parlamentari, del No al Muro.
Il dibattito locale di questi giorni è segnato dalla vicenda del Muro, le barriere fonoassorbenti che Rfi vuole realizzare a ridosso dei binari con l’intento di “proteggerci” dai rumori del traffico ferroviario ma con il risultato, avversato pressoché da tutti, salvo lievi distinguo territoriali, di privarci della vista mare e di dividere i Comuni costieri dal proprio litorale. È evidente l’avversione di politica e cittadini nei confronti del progetto. Meno evidente è, invece, il ruolo che i politici hanno assunto nel dibattito. Mi riferisco, in particolare, alla capacità di visione, di lungimiranza nell’immaginare un futuro possibile. Prendete la nostra Falconara e la vicina Ancona. Pur dormiente sulle prime, tirato per la giacca, il capoluogo dorico alla fine ha risposto presente e si è allineato sulle nostre posizione: un diniego su tutta la linea al Muro, senza compromessi sulle altezze. La stessa Regione Marche ha da prima nicchiato per poi, sollecitata dai consiglieri regionali, si è detta pronta a sposare in toto le decisioni comunali. Questo è bene nell’immediato. A breve andremo in conferenza dei servizi al Ministero forti di questa compattezza. Ma poi? Sul tema dell’arretramento ferroviario, di cui si parla da anni, per il quale nel 2004 era anche stato presentato un progetto (in foto) dall’allora presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli (che oggi è consigliere regionale), Ancona parla di utopia. “L’arretramento è solo un bel sogno e io non corro dietro ai sogni” parafrasando il pensiero del sindaco Valeria Mancinelli espresso nel corso del consiglio comunale aperto convocato da Falconara come Stati Generali, per la presenza di numerosi sindaci da tutta la regione, consiglieri regionali e parlamentari, del No al Muro. Per noi l’arretramento della ferrovia è l’unico progetto in grado di restituire alla città un mare oggi ingabbiato al di là della strada ferrata. Un’utopia? Forse. Ma perché non dovremmo inseguirla, chiederla con forza a ogni occasione. Mi chiedo: siamo politici o amministratori di condominio? È ancora in grado la classe politica di immaginare scenari futuri e porre azioni di indirizzo conseguenti? Io credo che la politica di un amministratore debba, per forza di cose, essere concreta nel dare risposte che soddisfano il quotidiano dei cittadini ma, al tempo stesso, non può prescindere dalla capacità di avere una visione del futuro. Cosa sarebbe la nostra civiltà occidentale senza utopie? Quante scoperte sarebbero venute meno se le menti, anche quelle illuminate, si fossero limitate a gestire l’esistente? Falconara fa parte del Golfo di Ancona. Siamo legati per storia, per interessi comuni, per attività economiche ad Ancona. Buona parte dei falconaresi sono anconetani doc. Condividiamo le sorti del porto dorico, collaboriamo nella pianificazione dell’Area Metropolitana del Medio Adriatico, contribuiamo alla vita dei Flag, Gruppi di Azione locale per la ricerca e la implementazione del pescato ed altro ancora: è stato dunque naturale costruire una alleanza per una visione comune in difesa e valorizzazione della costa. Valeria Mancinelli è stata recentemente premiata come Miglior Sindaco del Mondo. Dimostri al Mondo che Ancona è anche il Capoluogo. Capace di pensare oltre i confini e di fare da traino al territorio. In grado, finalmente, di uscire dal suo (più o meno) dorato isolamento.
